lug 13

t_colormunkidisplay_wbox Calibrazione display avanzata ancora più facile per perfezionisti del colore
Per le persone creative che esigono qualità professionale accoppiata con una semplice interfaccia guidata, ColorMunki Display offre tutto quello che serve per ottenere un monitor o un proiettore calibrato in modo brillante, concentrandosi sugli aspetti più caratteristici del proprio lavoro. Per i perfezionisti del colore che cercano semplicità, ColorMunki Display è assolutamente fantastico. Continua a leggere »

giu 26

D810_24_70_front

Torino, 26 giugno 2014 – Nital S.p.A. è lieta di presentare la Nikon D810

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mag 16

Anche questo anno è stato indetto il concorso “ Fotografa la festa di San Simplicio”. Di seguito troverete il regolamento.

locandina

REGOLAMENTO

1. Il concorso è aperto a tutti i fotoamatori e professionisti. Il concorso si articola in un’ unica sezione ( b/n e colore).

2. Con la partecipazione al concorso l’autore dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle “acquisizioni” e sulle elaborazioni inviate.

3. I partecipanti dovranno inviare i files entro la mezzanotte del 22 Maggio 2014 all’indirizzo mail archeolbia@gmail.com

Ogni partecipante potrà inviare un massimo di 2 immagini. I files devono essere così rinominati: nome autore-titolo foto-sansimplicio2014 (esempio: mariorossi-foto1-sansimplicio2014)

4. La partecipazione al concorso è gratuita.

5. L’ammissione al concorso e l’assegnazione dei premi avverrà a insindacabile giudizio della Giuria.

6. A seguito della premiazione, il Catalogo e i risultati verranno pubblicati sul sito http://www.archeolbia.it/eventi/fotografa-la-festa-di-san-simplicio/anno-2014/.

7. Ogni Autore è personalmente responsabile di quanto forma oggetto delle opere presentate e ne autorizza la pubblicazione, la proiezione e la diffusione tramite stampa o Internet per scopi artistico – culturali, senza fini di lucro.

8. L’autore si impegna a tenere indenne l’ ArcheOlbia da eventuali pretese da terzi al riguardo, e garantisce che le immagini e i relativi diritti che egli conferisce ad Archeolbia non ledono alcun diritto di terzi e che le immagini ritraenti persone e/o cose abbiano ottenuto l’assenso necessario.

9. Con la partecipazione al concorso, si accetta quanto stabilito dalla legge 675/96 (Privacy) ; la partecipazione comporta da parte dell’Autore l’autorizzazione al trattamento, con mezzi informatici o meno, dei dati personali e della loro utilizzazione da parte dell’Organizzatore per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e degli scopi associativi e/o federativi. I dati personali potranno inoltre essere utilizzati per sottoporre, agli Autori stessi, informazioni inerenti i risultati e future iniziative di ArcheOlbia.

10. La giuria : IN ELABORAZIONE

11. I primi tre classificati si aggiudicheranno premi ricordo.

12. La premiazione si svolgerà il 31 Maggio presso il Museo Archeologico di Olbia.

  1. I partecipanti accettano il presente regolamento.

mag 12

Prendete un GoPro, attrezzatura subacquea e tanta voglia di conoscere delle foche e otterrete il risultato di questi ragazzi del video. Sono delle immagini davvero impressionanti per simpatia ed emozione.

Seal of Approval from Jason Neilus on Vimeo.

apr 19

Michael Wolf è un fotografo cosmopolita con una bella carriera alle spalle. Vive ormai da vent’anni ad Hong Kong. Si è fatto conoscere per i suoi lavori riguardanti le megalopoli e tutte le varie sfacettature che esse racchiudono. Noi qui vi proponiamo solo una parte di un suo progetto dal titolo “Architecture of Density“. Il progetto mostra la spaventosa densità di queste metropoli. 

Michael Wolf è nato a Monaco di Baviera e vive oramai da 20 anni ad Hong Kong, ma ha vissuto in Canada, Europa e Stati Uniti. Tutto questo girare ha contribuito alla sua formazione come artista. Ha avuto come maetro Otto Steinert, altro grande fotografo tedesco. Le sue opere sono esposte in mostre permanenti anche al Metropolitan Museum of Art di New York. Segnaliamo anche altri suoi progetti interessanti: Tokio Compression, Life in Cities e the Real Toy Story.

apr 16

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

Lo studio fotografico Blommers & Schumm ha creato una serie di foto molto curiose per Baron Magazine. Qui con il loro permesso riproponiamo questi scatti che illustrano come dei semplici e noiosi soggetti comuni possano, se fotografati con la giusta angolazione, assumere una parvenza erotica.

I fotografi Anuschka Blommers e Niels Schumm hanno uno studio fotografico ad Amsterdam hanno lavorato per grandi riviste del settore moda.

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

Copyright Blommers/Schumm

apr 15

Inauguriamo una nuova rubrica creata per voi fotoamatori. Con questa nuova idea vogliamo dare spazio ad ogni membro della fotocommunity: pubblicheremo il vostro portfolio abbinato ad una piccola intervista per condividere la vostra esperienza. Ci auguriamo siate numerosi.

Esperienza di Alessandro Flore

Da grande appassionato di musica ho iniziato ad interessarmi alla fotografia concertistica. Senza la presunzione di scrivere dogmi assoluti mi permetto di condividere alcune considerazioni che ho maturato sul campo (nel mio piccolo). Inizio col dire che, ahimè, conta anche la qualità dell’attrezzatura: dato che buona parte dei concerti si svolgono in ambienti bui o con condizioni luce molto difficili, abbiamo bisogno di trovare un compromesso tra velocità di scatto e qualità dell’immagine. Estremizzando, è difficile congelare il nostro artista preferito che salta qua e la con un cellulare… E’ comunque possibile ottenere con qualche accorgimento dei buoni risultati senza avere per forza migliaia di euro di attrezzatura. Parlerò di quali obiettivi adottare, che impostazioni utilizzare e darò qualche piccolo consiglio per cimentarsi in questo tipo di fotografia.

Quale obiettivo?

Personalmente ritengo che la scelta dell’obietttivo è soggettiva e dipenda da che foto ci siamo prefissati di fare. Di sicuro andrebbero utilizzate ottiche con la massima luminosità (f 2.8 o 1.8 o 1.4) per potere lavorare con diaframma il più aperto possibile in modo da far entrare tutta la luce disponibile. Vada per la luminosità, e la lunghezza focale? Direi per andare bene di avere corredo almeno un’ottica fissa e uno zoom. Io scatto con un 35mm 1.8 e con un 70-200 2.8, quest’ultimo è il mio preferito poiché ha un’ottima qualità e permette di fare dei bei ritratti o primi piani. Va fatto un appunto sul corpo macchina che intendiamo usare: DX o FX. Il primo conferisce alle lenti utilizzate una moltiplicazione focale di circa 1,5 o più (dipende dalla marca della reflex): il guadagno in distanza lo si ha sopratutto in lunghezze come 200mm (300mm c.a); al contrario il corpo FX garantisce la distanza focale esatta.

Che impostazioni?

Qui le scuole di pensiero sono tante: lettura esposimetrica spot o matrix (o valutativa se avete Canon)? Che tempi usare? Diaframmi? Iso? Facciamo un po d’ordine. La lettura esposimetrica va provata sempre sul campo, ma in linea di massima se ci sono molte luci diverse consiglio la lettura spot sull’incarnato del soggetto per garantire una corretta esposizione; tuttavia anche la lettura matrix rende bene sopratutto se si vuole avere uno scatto d’insieme ben bilanciato. Il diaframma invece va tenuto più aperto possibile per garantire l’ingresso della luce: con aperture da f2.8 o f1.8 possiamo sfruttare lo sfocato dello sfondo ed avere bene a fuoco il soggetto. E per gli iso? Qui il problema della fotocamera usata si fa più evidente poiché, come sappiamo, più sono alti gli iso (fondamentali per velocizzare i tempi di scatto) più alta è la presenza del temuto rumore digitale. Di conseguenza dobbiamo alzare gli iso in base alla “tenuta” che ha la nostra macchina; è chiaro che una camera di ultima generazione o di alta fascia reggerà sensibilità più alte. Non bisogna avere un esagerato timore degli iso alti, un po’ di rumore in questo tipo di fotografie ci può stare. Riassumendo bisogna adottare un giusto compromesso tra sensibilità alla luce, diaframma e tempi di scatto affinchè il risultato sia accettabile.

Non meno importante la scelta tra autofocus o manual focus. Il mio parere è di valutare da caso a caso, ovvio che se fotografo un artista che salta e non sta mai fermo avrò più difficoltà nel fotografarlo rispetto ad un jazzista che sta seduto per tutto lo spettacolo, di conseguenza sceglierò l’autofocus con soggetti in movimento e manual focus per i soggetti più statici. Dimenticavo una cosa fondamentale: scattare sempre in raw. Così facendo preserveremo il massimo delle informazioni che poi si potranno recuperare in postproduzione.

Una parte importante in questo tipo di fotografia è il rispetto per l’organizzazione e per il pubblico. Gli spettatori paganti o no hanno pienamente diritto di assistere al concerto senza che il fotografo li si piazzi davanti o li dia fastidio in altri modi. Inoltre è quasi sempre vietato l’uso del flash (è anche brutto da usare poiché elimina l’atmosfera creata dalle luci del palco) perchè da fastidio all’artista: giustamente il musicista avrà poca voglia di vedersi sbattere in faccia la luce del flash sopratutto se siete nelle prime file o nell’aria degli accreditati. A tal proposito consiglio di chiedere l’accredito per ottenere scatti validi e non avere problemi legati coi permessi. Questo può essere un tasto dolente, poiché non tutti rilasciano gli accrediti facilmente, ma se si inizia da eventi minori può essere una buona soluzione per creare portfolio. Poi tentare eventi più grossi non è da escludere, non si sa mai…

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